Per fortuna mi ci sono imbattuta, l'ho provato e mi sono innamorata di questo dolce semplicissimo, veloce e versatile.
E' un dolce di origine anglosassone, leggendo qua e là in rete ho scoperto due storie legate alla nascita di questa preparazione: la prima vuole che il crumble sia nato per poter utilizzare la frutta molto matura che altrimenti sarebbe stata buttata, la seconda invece racconta che, durante la seconda guerra mondiale, a causa del razionamento degli alimenti, qualcuno abbia pensato di "invertire" la crostata creando una base di frutta da ricoprire con briciole ("crumb" per l'appunto) di un mix di burro, farina e zucchero.
La mia versione è una rivisitazione della ricetta originale, infatti ho utilizzato pane integrale secco (è un modo divertente per riutilizzarlo) e poco, pochissimo burro!
200 g fragole pulite e tagliate a pezzi (il peso lordo era circa 270 gr)
55 gr di pane integrale secco
1/2 cucchiaino di cannella
25 g di burro morbido
20 gr di zucchero di canna
Accendere il forno a 180°C.
Lavare e tagliare le fragole a pezzi, metterle da parte (magari aggiungendo un cucchiaino di zucchero di canna e mescolando, io non l'ho fatto ma rende più dolci le fragole).
Tritare il pane, versarlo in una ciotola, aggiungere la cannella, lo zucchero di canna ed il burro a pezzettini.
Impastare con le mani per ottenere un composto granuloso.
Imburrare leggermente due cocottine in ceramica (io ho solo sporcato le dita di burro e le ho passate nelle ciotole).
Mettere le fragole nelle due ciotole, cospargerle con il trito di pane ed infornare per circa 25 minuti.
Lasciar raffreddare, a piacere guarnire con fragole fresche, un paio di cucchiaini di panna montata e una spolverata di cannella.
Con questa ricetta partecipo al contest "Passion Fruit" di Diario della mia cucina
Questa ricetta partecipa anche alla raccolta di ricette de "L'albero Goloso" (copio ed incollo dal blog): L’albero Goloso vuole essere una grande raccolta di ricette di DOLCI che ha come fine la realizzazione di un E-BOOK (libro in formato digitale) che sarà poi realizzato e venduto ed i cui proventi saranno interamente devoluti alla fondazione che finanzia il centro di oncoematologia pediatrica di Padova e all’interno dello stesso contribuisce alla ricerca scientifica (http://www.cittadellasperanza.org/)

