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lunedì 11 novembre 2013

Muffins zucchine e cannella con cuore di crescenza


Questi muffins li ho assaggiati a New York e mi erano piaciuti molto. 
Ho provato a rifarli modificando una ricetta di muffins dolci, questo é il secondo tentativo che faccio, il primo non è andato come speravo per via di un impasto non adatto (quello del pane al latte).
Credo che il top sarebbe ricoprirli con della crema al burro come si fa per i cupcakes, la prossima volta che ci farò un pensiero.
Con questa ricetta tenderanno "al salato" se li volete più dolci riducete il sale (un po' però mettetelo).
Ingredienti per 16 muffins: 
1 zucchina piccola
150 gr di latte
2 uova
100 gr di burro
3 cucchiaini di zucchero
300 gr di farina bianca 
2 cucchiaini di cannella in polvere (anche 3 se vi piace molto il sapore della cannella)
1 presa di sale (qui sta a voi, se li volete più tendenti al dolce o al salato, con una presa abbondante di sale tendono al salato)
1 bustina di cremor tartaro (oppure di lievito per torte salate
1 cucchiaino di bicarbonato (se usate il lievito per torte salate non mettete il bicarbonato)
50 gr di crescenza
Accessori utili: stampi per muffins e pirottini di carta.

Per prima cosa Accendere il forno a 180°C, poi lavare la zucchina e tagliarla a pezzi piccolissimi oppure frullarla, è meglio così sarà veramente fine.
Scaldare il latte in un pentolino, unire le uova, il burro, lo zucchero e mescolare bene.
Trasferire in una terrina, aggiungere la farina, il sale, la zucchina frullata, la cannella e, da ultimo, il lievito (o cremor tartaro+bicarbonato).
Mescolare bene con un cucchiaio di legno, l'impasto sarà piuttosto liquido.
Versare un cucchiaio di impasto negli stampi per muffins, aggiungere in ciascuno stampo un pezzettino di crescenza.
Ricoprire la crescenza con un altro cucchiaio di impasto ed infornare per circa 35 minuti. Controllateli poi con uno stuzzicadenti per verificare che l'interno sia ben cotto e lasciateli raffreddare completamente. E' importante non aprire i muffins quando sono ancora caldi perchè la cottura dei prodotti da forno termina mentre si raffreddano.

venerdì 25 ottobre 2013

New York day 4: mangiare nei diner da colazione a cena.

La cucina dei diner l'ho provata per la prima volta in Canada. Sono locali che offrono cucina in "American style" (così dice Wikipedia) in un ambiente con divanetti in pelle dagli schienali bassi, tavolini lucidi ed insegne luminose e fissate in obliquo.
Come molte delle attività qui sono aperti quasi tutto il giorno e ci si può mangiare dalla colazione alla cena. 
Abbiamo iniziato dal Cosmic Diner all'angolo tra la 52th e la 8th. Nel menù c'era di tutto, dai pancakes con sciroppo d'acero alla zuppa di verdure, essendo ora di colazione abbiamo optato per scrambled eggs (uova strapazzate), formaggio cheddar, pomodori e funghi; or salsicce me le hanno messe come optional e Mr.D. ha gradito molto.
Dopo una colazione del genere il pranzo é stato verso le 18.00...prima sarebbe stato impossibile!
Ci siamo fidati della Lonely e abbiamo cercato Shake Shack, un chiosco di hamburger in Madison Square Park tra la 23th e Madison Avenue. É proprio nel parco, ci sono tavolini e mille lucine appese agli alberi come quelle che vorrei sul mio terrazzo, se solo ne avessi uno.
Per i vegetariani servono ottime crocchette ai funghi accompagnate da patate fritte, insalata e salsa al formaggio. Secondo me la salsa é formaggio al 20% ed il resto é burro. Credo sia la stessa che mettono negli hot-dog, sarà un salsone chimico ed industriale. Ma...Jesus, che buona! 
Tra un giro e l'altro ci siamo fermati a dare un'occhiata al mercato di Union Square. Mi piace la dimensione del mercato, potrà sembrare esagerato ma mi fa sentire come se la città avesse ancora un "bel" lato umano; non parlo solo di NY, è una sensazione che ho provato anche da altre parti. Anche nella cittadella dalla quale provengo. La stessa che potrebbe essere molto meglio di come é, se solo fosse gestita meglio.
Per cena (ebbene si, c'è stata anche una cena), di nuovo in un diner, il Viand café, questa volta tra la Broadway e la 75th.
Ho scelto un'ottima quesadilla vegetariana con formaggio, broccoli, funghi, peperoni verdi, rossi e spinaci. Per accompagnare la pietanza mi hanno messo nel piatto guacamole e salsa allo yogurt, con peperoni piccantini e pomodori. Come facciano tutti questi sapori a sposarsi tra loro non lo so, ma era tutto delizioso.
Anche il piatto di Mr. D. non era male, a voi indovinare cosa ci fosse dentro.


martedì 22 ottobre 2013

New York day 2: cannella, burro, blues e l'orgasmo di Mag Ryan.

Giornata intensa questo secondo giorno a New York.
Camminare. Respirare. Camminare. Commuoversi agli Strawberry Fields. Camminare. Guardare la città dalla cima del Rockfeller. Camminare. Sentire il blues in un locale buio e caldo. Camminare. Vedere il fumo dai tombini. Camminare. Tornare qui con la schiena a pezzi.
In tutto questo ci sono stati innumerevoli assaggi di cose buone.
Primo: una colazione con cinnamon roll e il solito caffettone (Dott. Piliffo, se mi leggi, giuro che non supero i tre al giorno...di tazzoni da 200 ml).
Il cinnamon roll é una rotolo di farina, uova, burro, zucchero, cannella e ancora burro. Per la gioia delle mie coronarie.
Secondo: un pranzo dentro il Rockfeller center a base di verdure. Ripeto Ver-du-re! Evviva! Me le hanno messe proprio tutte: insalata, funghi, asparagi, pannocchia al burro, carote, zucca, patata, patata dolce e rucola. Gnam. (Non vi dico la coda per salire in cima al grattacelo. No, non ve la dico).
Terzo: giro per negozi che mi hanno lasciata basita. Non so se mi abbia colpita di più il mega store di m&m's, paradiso di malsana inutilità, o la boutique "Godiva chocolatier"che vendeva set da sei fragole intinte nel cioccolato fuso a 42 $!!!
Quarto: dopo il delirio di Times Square e dintorni ci siamo infilati nel Grand Central Terminal Market, il mercato chic all'interno della stazione dei treni.
Sembrava finto: vendevano il pesce ma non ce n'era odore nell'aria, anziane signore benvestite sceglievano cupcakes per halloween mentre uomini in giacca e cravatta si facevano servire frutta e verdura. Il tutto infiocchettato con luci e orpelli scintillati. Chissà cosa sarà a Natale!
Quinto: per riprenderci da tutto questo luccichio ci siamo infilati in metropolitana e poi giù fino al Greenwich in cerca di musica. Trovata, in un locale che si chiama Terra Blues, e che musica cazzo. 
Michael Powers alla chitarra e due birre per un paio d'ore di mistico relax.
Per la cena siamo rimasti nel Greenwich. Avete presente quel locale in cui Meg Ryan simula l'orgasmo in "Harry ti presento Sally"? Ecco, quello lì: Katz's Deli (che sta per delicatessen) aperto a NY nel 1888. Ah, se non avete mai visto il film, fatelo perché l'amicizia impossibile tra uomo e donna é sempre un bel tema.
Tra i piatti forti di Katz's c'é il pastrami, deriva dalla tradizione culinaria ebraica, é carne speziata, affumicata, poi cotta al vapore e servita tagliata piuttosto spessa tra due fette di pane di segale.
Assaggiato, molto buono ma troppo "carnoso" per i miei gusti, meglio un sandwich al formaggio con senape e patate.

lunedì 21 ottobre 2013

New York day 1: colazione da re, pranzo da principe, cena per terra.

C'é un proverbio che spiega il modo corretto per alimentarsi: una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero.
Ecco, per questa settimana credo che lo dimenticherò.
Colazione da Zabar's, mi vergogno un po' a raccontarla ma merita.
Zabar's passa per un'istituzione a NY, é un negozietto sulla Broadway con annesso giga-market. 
Nel market c'è, credo, tutto. Ma con "tutto" intendo formaggio da ogni parte del mondo, otto addetti al banco pescheria che sfilettano qualsiasi cosa abbai avuto la sfortuna di passare sotto le loro lame, una varietà incredibile di frutta e verdure, anche cose che non avevo mai visto prima. 
La porta accanto al market é una piccola sala con banco panetteria e caffettoni vari, questo all'apparenza.
Quando ci siamo avvicinati ho scoperto che esiste una cosina tipica newyorkese chiamata "blintz" cioè un pancake della tradizione russo-ebraica farcito in vari modi, ho scelto quello al formaggio ma ne avevano anche con patate o marmellata, delizioso.
Poi ho ordinato un muffin con zucchine, cannella e un cuore di formaggio. La ricetta é da provare. Laurella, se mi leggi...questa é per te!
Mr.D. si é buttato sul primo "bagel" di questo viaggio: una ciambella di impasto come quello del pane che, prima di essere cotta al forno, viene bollita. I bagel possono essere poi decorati con semi di sesamo, papavero o lasciati naturali, vengono farciti o consumati lisci.
Ho letto sulla guida che, secondo i panettieri di New York, il segreto che qui rende i bagel così buoni sia l'acqua (al cloro?!). Sarà vero, si dice lo stesso della pizza a Napoli!
Mr.D ha scelto la farcitura che, ad inizio novecento, prediligevano gli immigrati ebrei del Lower East Side: salmone affumicato e formaggio spalmato. 
Il pranzo é stato rapido e indolore, una tazza di caffè con fetta di cheese cake alle fragole da Caffè Reggio, nel Greenwich, un posticino nato nel 1927 (le sedie mi sa che sono le stesse di quegli anni!).
Vi dico solo che Kerouac, Dylan e poi Al Pacino si sono seduti lì. Punto.
La cena merita una menzione speciale: panino con le polpette (veggie e non) da Meatball Shop, un posticino all'84 di Stanton Street.
C'era molta gente ed io ero troppo stanca per aspettare, così polpette-take away da mangiare sui gradini con annessa insalatina di rucola e fette di mela verde. Delicious.


domenica 20 ottobre 2013

New York day 0: come fare tre cene in quattro isolati.

Iniziare un post parlando di New York e del suo cibo é come cercare di descrivere a parole la musica: non si può. 
Ci hanno scritto libri, film, post, ma fino a che non provi e non senti con i pori della pelle sarà difficile capirlo davvero.
Il binomio NY-cibo richiederebbe troppe parole, scriverò qualche riga, ogni giorno, per tracciare il nostro giro dal punto di vista della voglia di assaggiare. Non parlo di Fame, quella é un'altra faccenda, a noi sconosciuta.
Siamo qui da poche ore e sono già riuscita a mangiare un hot dog, un'empanada e andare a cena in un ristorante. Come? Camminando per pochi isolati.
Dalla 79th giù lungo la Broadway siamo arrivati da Gray's Papaya, mentre mi chiedevo cosa centrassero le papaye con le salsiccette nel pane, Mr.D. mi aveva già comprato un piccolo hot dog con cheese.
Sono vegetariana! É vero, e continuo ad esserlo, ma devo provare tutto. Soprattutto qui.
Era delizioso, il pane piuttosto dolce e leggermente tostato, la carne saporita e il formaggio sciolto nel pane come fosse una salsa dal sapore indefinibile ma perfettamente amalgamata agli altri due gusti.
Quattro passi dopo l'hot dog ci siamo fermati al furgoncino di Nuchas, empanadas argentine.
Il profumo era troppo invitante per passare oltre senza una sosta. Cercando poi in rete ho scoperto che hanno vinto il vendor awards del 2013. Non mi é ben chiaro come assegnino questo premi ma per me se lo sono meritati.
A quel punto credevo che avremmo dedicato la serata allo street food mentre io cercavo di combattere il fuso, ma non é andata proprio così. I baffoni di Alex Garcia, chef cubano, ci hanno fatti fermare all'AGKitchen all'incrocio tra la 72th e Columbus Avenue. 
Veggie e classic burger per noi con cipolle caramellate e guacamole. 
Memore di altre viaggi avrei dovuto ricordarmi che l'acqua in buona parte del mondo sa di cloro, invece il cameriere "Mr. sorriso così mi lasciate più mancia" é stato velocissimo e mi ha servito non una ma due caraffe di acqua e ghiaccio al cloro. Poco male, per i prossimi due mesi  ho sterminato tutti i batteri del mio apparato digerente.